Censura e social network: prima vennero a prendere i Trump…

A seguito della tragicommedia che si è svolta l’altro giorno a Washington (a nessuno è venuto in mente Joker?) Mark Zuckerberg, il proprietario di Facebook, ha sospeso l’account di Donald Trump fino a data da destinarsi. Non che in questi anni non siano già state prese decisioni del genere dai proprietari dei più importanti social network (le censure imperano da tempo e sono state all’ordine del giorno nella campagna per le presidenziali statunitensi), ma il gesto di Zuckerberg è talmente plateale che oggi si dovrebbe parlare solo di questo, e invece ci si accontenta di ridere del tizio mascherato o…

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Coronavirus: “e se fosse tutta ‘na farsa?” – Dialogo tra un’impegnata e un non so

Per chi fosse interessato, qui ho caricato anche il testo in una versione un po’ più “italianizzata”, forse più leggera da leggere. Ehi… Ehi! Ce l’ho con te! E se la storia del Coronavirus fosse tutta una farsa? Eh? In che senso, scusa? Nel senso: e se fosse veramente un virus creato in laboratorio? O se il Governo stesse anche solo sfruttando l’occasione perfetta? L’occasione perfetta per rubarci diritti e libertà, trasformando l’Italia in una dittatura sotto mentite spoglie? Qualcosa tipo 1984, con la gente controllata dai teleschermi, il bipensiero, lo stopreato, il socing, le Spie… Mah, sì, beh, le…

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Voto che dai, fascista che trovi

Si avvicinano le elezioni europee, e in Italia è corsa al “rischio fascismo”: l’esito più temuto è una vittoria schiacciante di Matteo Salvini. “Salvini il fascista”, l’impresentabile, tanto che conosco gente che, pur condividendo la sua linea politica, alla fine rinuncerà a votarlo perché non se la sente di schierarsi dalla parte di chi, nell’opinione pubblica, è considerato un mostro a tutti gli effetti. La storia sembra ripetersi. Nel 2013, quando avevo pensato di votare il Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche e tentavo di spiegare ai miei amici le ragioni della mia scelta, mi sentivo spesso rispondere che ero…

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La Lega al confine tra democrazia e dittatura

Quando andavo al liceo le televisioni mandavano i loro giornalisti, durante le giornate di sciopero studentesco, davanti alle scuole, a fare qualche domanda ai poveri malcapitati: per cosa manifestavano, chi c’era al governo, cosa c’era di sbagliato nelle riforme in corso d’approvazione e via dicendo. E, puntualmente, i giornalisti trovavano studenti ignoranti o “sempliciotti” che fornivano risposte smodate o deludenti e studenti più preparati o “sofisticati” che usavano parole più acculturate o assennate. Il giorno dopo, in televisione, c’erano sovente solo i primi, ché i secondi fanno meno spettacolo.

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