Sea Watch 3: il detto e il non detto

I migranti a bordo della Sea Watch 3 (foto di Matteo Guidelli)
Partiamo da un presupposto: quanto successo negli scorsi giorni a Lampedusa è grave, da qualunque punto di vista lo si osservi. È grave se riteniamo che a sbagliare sia stato il governo italiano, è grave se crediamo che sia il capitano della Sea Watch 3, Carola Rackete, a stare dalla parte del torto; è grave se pensiamo ai 42 migranti che da 15 giorni sono bloccati su una nave, è grave se pensiamo alla facilità con cui sono stati violati i confini nazionali italiani di fronte al resto del mondo che stava a guardare. Ed è grave il fatto …

Elezioni 2019: un’Europa unita?

Un'Europa unita?
Sebbene prevalentemente concentrati sulla votazione italiana, opinionisti e commentatori hanno spacciato le elezioni del 26 maggio per una vittoria dell'europeismo («Il fronte europeista frena i sovranisti», titola il Corriere della Sera), ma il voto di due giorni fa ci racconta un'altra storia, in cui i subbugli europei emergono ben evidenti, ponendo serio l'interrogativo: siamo davanti a un'Europa unita? Sarà anche vero, come scrive Andrea Bonanni su La Repubblica, che «I tre gruppi della destra populista e anti-europea, tutti insieme, raggiungono a stento 170 deputati: meno del 25 per cento», ma è anche vero che, nonostante il …

L’eterna amicizia tra libertà e sicurezza

Recinzione anti-immigrati a Melilla (REUTERS)
Di fronte a fenomeni come un'immigrazione difficile da gestire e agli attentati di matrice islamica che si sono susseguiti in questi anni in Europa e nel mondo, l'aut-aut tra libertà e sicurezza è diventato un dilemma all’ordine del giorno. Nel 2016, ad esempio, la decisione del governo austriaco di reintrodurre i controlli alla frontiera del Brennero ha fatto molto discutere e ha occupato a lungo il dibattito pubblico. Oggi accade altrettanto con la decisione del governo italiano di "chiudere i porti" e respingere gli immigrati clandestini di cui il nostro Paese, in quanto penisola, è "facile preda". Ciò che infastidisce …

Voto che dai, fascista che trovi

Scritta sui muri di Lecce. Intanto, sui muri di una scuola di Pisa, spunta una scritta contro una studentessa: «Leghista non ti vogliamo»
Si avvicinano le elezioni europee, e in Italia è corsa al "rischio fascismo": l'esito più temuto è una vittoria schiacciante di Matteo Salvini. "Salvini il fascista", l'impresentabile, tanto che conosco gente che, pur condividendo la sua linea politica, alla fine rinuncerà a votarlo perché non se la sente di schierarsi dalla parte di chi, nell'opinione pubblica, è considerato un mostro a tutti gli effetti. La storia sembra ripetersi. Nel 2013, quando avevo pensato di votare il Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche e tentavo di spiegare ai miei amici le ragioni della mia scelta, mi sentivo spesso rispondere …

La Lega al confine tra democrazia e dittatura

Lega (La Repubblica)
Quando andavo al liceo le televisioni mandavano i loro giornalisti, durante le giornate di sciopero studentesco, davanti alle scuole, a fare qualche domanda ai poveri malcapitati: per cosa manifestavano, chi c’era al governo, cosa c’era di sbagliato nelle riforme in corso d’approvazione e via dicendo. E, puntualmente, i giornalisti trovavano studenti ignoranti o “sempliciotti” che fornivano risposte smodate o deludenti e studenti più preparati o “sofisticati” che usavano parole più acculturate o assennate. Il giorno dopo, in televisione, c’erano sovente solo i primi, ché i secondi fanno meno spettaco. È una pratica giornalistica diffusa e conosciuta: ci si immerge tra …

La disobbedienza civile e il divorzio alla catalana

Una delle tante manifestazioni catalane per la liberazione dei "prigionieri politici", arrestati in seguito alla loro disobbedienza civile
La vicenda di Domenico “Mimmo” Lucano, sindaco di Riace arrestato per “favoreggiamento di immigrazione clandestina”, ha messo sotto i riflettori della discussione pubblica il concetto di “disobbedienza civile”, e adesso tutti hanno sulla bocca queste due belle parole. Secondo la Treccani, “disobbedienza civile” è il «rifiuto da parte di un gruppo di cittadini organizzati di obbedire a una legge giudicata iniqua, attuato attraverso pubbliche manifestazioni». Stando a questa definizione viene da dubitare che quella del sindaco di Riace possa essere chiamata “disobbedienza civile”. Ma il concetto è ormai salito alla ribalta e sembra aver riscosso successo. Al di là