Non sono razzista ma: la sfida dell’immigrazione

Non sono razzista ma (Vauro)
«Chi dice "io non sono razzista, ma" è un razzista ma non lo sa». Così recita il ritornello di una canzone salita alla ribalta negli ultimi anni, che bene rappresenta il clima di tensione aleggiante nel nostro Paese (e non solo) sul dibattito intorno ai flussi migratori del nuovo millennio. Negli scorsi giorni l'ennesima nave delle ONG ha soccorso l'ennesima imbarcazione di fortuna piena di migranti che volevano raggiungere l'Europa, quel "paradiso terrestre" di pace, benessere e libertà che molte persone, dalle aree più svantaggiate del mondo, inseguono alla stregua di una "terra promessa". Per l'ennesima volta, le ONG hanno …

Una generazione di “Partitori”

"Non è un Paese per giovani"
"Le cose qui non vanno, manca il lavoro e manca un’università davvero buona, manca chi si adoperi per migliorare le cose e manca chi ascolti le persone che vorrebbero darsi da fare; esistono i talenti ma non ci sono le opportunità, e quindi noi giovani talentuosi ce ne andiamo altrove in cerca di fortuna”. Questo è il messaggio che molti dei miei coetanei lanciano ai governi che si susseguono in Italia. Se ci si pensa a fondo, è forse il messaggio più triste che dei ventenni possono dare al mondo. Perché rappresenta una resa, ed è una resa che arriva

Marcia per il clima: un ruggito o un belato?

Uno degli slogan della marcia per il clima del 15 marzo 2019: "Ci siamo rotti i polmoni"
«Il movimento giovanile sull'ambiente, c'è aria di un nuovo '68». Così recita il titolo di un articolo dell'Ansa del 15 marzo 2019, giorno in cui studenti (e non) in ogni parte del globo si sono uniti in una manifestazione (la "marcia per il clima" in favore della lotta ai cambiamenti climatici, che da anni invadono a giorni alterni le prime pagine dei quotidiani lasciando intravedere un futuro plumbeo per la sopravvivenza della razza umana. Sembra una fiaba rivoluzionaria. Una ragazzina di appena sedici anni, con la sua caparbia decisione di saltare la scuola ogni venerdì per far sentire …

Lettera aperta a Luigi Di Maio

Manichini di Salvini e Di Maio prendono fuoco
Gentile ministro Di Maio, ho letto con interesse il suo post su facebook del 12 ottobre in merito agli eventi della manifestazione studentesca dello stesso giorno a Torino. Mi fa piacere che lei non sia stato tentato dalle posizioni di altri leader di partito, che negli ultimi anni hanno appiattito sotto il termine di “violenza” ogni protesta sociale che si discostasse di un dito dal conformismo. Indubbiamente bruciare dei manichini che raffigurano il volto di qualcuno porta con sé tracce di violenza, e immagino che se su quei manichini ci fosse stata la mia faccia ne sarei rimasta impressionata, e …