Vaccini: i benefici superano i rischi?

I rischi dei vaccini (vignetta di Sebino)
«I benefici dei vaccini anti-covid superano i rischi»: EMA e AIFA lo dicono in tutte le salse, soprattutto per mitigare le ovvie preoccupazioni sorte a seguito della vaccinazione di massa con AstraZeneca (di recente diventato “Vaxzevria”). E, anche se la Danimarca ha già detto il suo "no" definitivo al vaccino dopo più di un mese di sospensione, non c'è davvero motivo di credere che affermino deliberatamente il falso: nessuno ha interesse a decimare la popolazione in età lavorativa con un vaccino, nemmeno i "potenti del pianeta". Se i vaccini continuano ad essere sponsorizzati dalle autorità italiane …

Vaccinazione dei sanitari tra dogmi e pragmatismo (o “Contro i vaccini obbligatori”)

Doctor Jekyll e MR Backup
N.B.Di vaccini anti-covid ho già scritto qui e qui.
Stavo scrivendo un’altra versione di questo articolo. Cominciava così: Che quella della vaccinazione dei sanitari sia una questione problematica da risolvere in fretta è evidente, così come è evidente che se ne debba occupare il governo centrale. A non essere evidente, invece, è che ci sono molti modi diversi di risolvere il problema, che riflettono approcci differenti e differenti significati. Partiamo da un presupposto, ovvero che i sanitari che non vogliono vaccinarsi rappresentano un problema pratico che va risolto nel modo più semplice e rapido possibile per permettere alla macchina

Se il vaccino diventa l’arca di Noè (o “I vaccini non bastano”)

L'arca di Noè (i vaccini non bastano)
È di qualche settimana fa l’avvertimento lanciato da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea: «L’Europa si prepari all’era delle pandemie», ha dichiarato al Financial Times. In realtà lo aveva già detto a gennaio, e, molto prima di lei, a novembre scorso, lo aveva detto Walter Ricciardi, consigliere del ministro Speranza, che sottolineava anche la necessità di una visione di lungo periodo nella gestione del virus. Ancora prima, ad agosto scorso, il virologo Giorgio Palù, attuale presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ci aveva avvisati del fatto che avremmo dovuto convivere con questo coronavirus non

Alcune considerazioni sui vaccini anti-covid

F. Goya, Saturno che divora i suoi figli, 1821-1823
Io, come cittadina, devo e voglio dirlo: sono molto preoccupata per la piega che sta prendendo la gestione dell’epidemia da coronavirus, e per come vi stanno reagendo molti. In particolare, la gestione della vaccinazione mi lascia alquanto perplessa. Innanzi tutto mi lascia perplessa il fatto che siano davvero in molti ad essere favorevoli all’obbligo vaccinale. È impressionante come si possa passare così disinvoltamente da uno slogan iper-semplicistico all'altro, da “il corpo è mio e me lo gestisco io” a “ti vaccini e basta e non rompi il cazzo, perché io ho paura e ho diritto a sentirmi rassicurato”

Coronavirus: “e se fosse tutta ‘na farsa?” – Dialogo tra un’impegnata e un non so

Coronavirus
Per chi fosse interessato, qui ho caricato anche il testo in una versione un po' più "italianizzata", forse più leggera da leggere.
Ehi... Ehi! Ce l'ho con te! E se la storia del Coronavirus fosse tutta una farsa? Eh? In che senso, scusa? Nel senso: e se fosse veramente un virus creato in laboratorio? O se il Governo stesse anche solo sfruttando l'occasione perfetta? L'occasione perfetta per rubarci diritti e libertà, trasformando l'Italia in una dittatura sotto mentite spoglie? Qualcosa tipo 1984, con la gente controllata dai teleschermi, il bipensiero, lo stopreato, il socing, le Spie... Mah, sì, beh,

Coronavirus: “free riders” e “polli”. Chi fa l’Italia e gli Italiani

Zingaretti mentre si prendeva il Covid

I"free riders"

Sono quelli che l'altra sera, appena sui giornali si è diffusa la notizia che il Governo avrebbe messo in isolamento l'intera Lombardia per tentare di rallentare la diffusione del Coronavirus, si sono scaraventati nelle stazioni milanesi e nelle autostrade nel tentativo di sfuggire alle misure precauzionali finché erano in tempo, per raggiungere le loro famiglie al Sud. Poco importa se, insieme ai loro bagagli, hanno trasportato anche qualche manciata del virus che sta infestando il mondo: loro dicevano “tanto non ho tosse e raffreddore, quindi non sono malato”. Sono quelli che, dopo aver deciso di abbandonare Codogno nel