Sea Watch 3: il detto e il non detto

I migranti a bordo della Sea Watch 3 (foto di Matteo Guidelli)
Partiamo da un presupposto: quanto successo negli scorsi giorni a Lampedusa è grave, da qualunque punto di vista lo si osservi. È grave se riteniamo che a sbagliare sia stato il governo italiano, è grave se crediamo che sia il capitano della Sea Watch 3, Carola Rackete, a stare dalla parte del torto; è grave se pensiamo ai 42 migranti che da 15 giorni sono bloccati su una nave, è grave se pensiamo alla facilità con cui sono stati violati i confini nazionali italiani di fronte al resto del mondo che stava a guardare. Ed è grave il fatto …

Mappa dell’intolleranza: i limiti di una ricerca “monca” in partenza

Grafico relativo ai tweet di odio nei confronti delle donne offerto da Vox Diritti. Nel grafico, diversi i "picchi" (verso l'alto e verso il basso) non spiegati dai ricercatori.
È stata pubblicata, qualche tempo fa, la quarta edizione della "Mappa dell'intolleranza" realizzata da Vox Diritti in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano, l'Università "La Sapienza" di Roma e l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". La mappa, nelle intenzioni degli autori, dovrebbe restituire una fotografia dell'"odio via social", offrendo una panoramica su quali sono le città più "intolleranti" e su quali categorie si concentra l'intolleranza. Purtroppo chi ha svolto la ricerca non mette a disposizione del pubblico delucidazioni sufficienti su quali sono stati i metodi di ricerca adottati. Ciò che si sa …

Non sono razzista ma: la sfida dell’immigrazione

Non sono razzista ma (Vauro)
«Chi dice "io non sono razzista, ma" è un razzista ma non lo sa». Così recita il ritornello di una canzone salita alla ribalta negli ultimi anni, che bene rappresenta il clima di tensione aleggiante nel nostro Paese (e non solo) sul dibattito intorno ai flussi migratori del nuovo millennio. Negli scorsi giorni l'ennesima nave delle ONG ha soccorso l'ennesima imbarcazione di fortuna piena di migranti che volevano raggiungere l'Europa, quel "paradiso terrestre" di pace, benessere e libertà che molte persone, dalle aree più svantaggiate del mondo, inseguono alla stregua di una "terra promessa". Per l'ennesima volta, le ONG hanno …

Aborto, Verona e 194: facciamo un po’ di chiarezza

Diritti a confronto: aborto e obiezione di coscienza
Sulla scia delle lettere che ho scritto alla mia amica Gió in tema di differenze di genere e adozioni omosessuali, vorrei affrontare un altro argomento oggi molto divisivo e malamente dibattuto nello spazio pubblico, tentando di fare un po' di chiarezza sulla cosiddetta "mozione anti-aborto" varata dalla Lega a Verona, nella speranza di ridare dignità a un dibattito che meriterebbe maggiore ponderatezza da parte di chi si esprime pubblicamente in merito. Prima di proseguire, dato che si tende sempre più a pre-etichettare le persone, attribuendo loro idee che non hanno espresso, voglio chiarire che ritengo che la possibilità

Abbiamo tutti suicidato Noa

Informazione e democrazia (da internet)
Alla fine si è scoperto che Noa non è stata suicidata dal suo Stato e dai suoi medici ricorrendo all'eutanasia, ma che si è lasciata morire di fame in casa sua, con il consenso dei genitori, dopo che i medici olandesi le hanno negato la possibilità della "buona morte" perché troppo giovane per compiere una scelta del genere: aveva solo 17 anni. Questa, almeno, è l'ultima versione fornita dai maggiori quotidiani italiani, che dopo aver scritto che Noa aveva ricorso all'eutanasia in seguito a una depressione indotta dalle violenze sessuali subite da bambina, dopo un giorno intero hanno alla …

Una generazione di “Partitori”

"Non è un Paese per giovani"
"Le cose qui non vanno, manca il lavoro e manca un’università davvero buona, manca chi si adoperi per migliorare le cose e manca chi ascolti le persone che vorrebbero darsi da fare; esistono i talenti ma non ci sono le opportunità, e quindi noi giovani talentuosi ce ne andiamo altrove in cerca di fortuna”. Questo è il messaggio che molti dei miei coetanei lanciano ai governi che si susseguono in Italia. Se ci si pensa a fondo, è forse il messaggio più triste che dei ventenni possono dare al mondo. Perché rappresenta una resa, ed è una resa che arriva