Alcune considerazioni sui vaccini anti-covid

F. Goya, Saturno che divora i suoi figli, 1821-1823
Io, come cittadina, devo e voglio dirlo: sono molto preoccupata per la piega che sta prendendo la gestione dell’epidemia da coronavirus, e per come vi stanno reagendo molti. In particolare, la gestione della vaccinazione mi lascia alquanto perplessa. Innanzi tutto mi lascia perplessa il fatto che siano davvero in molti ad essere favorevoli all’obbligo vaccinale. È impressionante come si possa passare così disinvoltamente da uno slogan iper-semplicistico all'altro, da “il corpo è mio e me lo gestisco io” a “ti vaccini e basta e non rompi il cazzo, perché io ho paura e ho diritto a sentirmi rassicurato”

Incitamento alla violenza? Ecco cos’ha detto Trump a Washington

Qualche anno fa questa foto faceva ancora paura
Prima di cominciare a scrivere, è per me doveroso fare una premessa: in questi giorni ho raccolto materiale sufficiente per scrivere forse anche tutta la vita di quel che è successo lo scorso 6 gennaio a Washington e delle diverse ricadute che ne sono seguite e che ne seguiranno (primo fra tutti lo spinoso problema della censura online e delle cosiddette “fake news”). Ho avuto anche modo di riflettere a lungo su quella narrazione che si pretende universale e obiettiva, che vede in Donald Trump un losco figuro dalla personalità instabile, un Adolf Hitler sotto altre vesti pronto a …

Censura e social network: prima vennero a prendere i Trump…

Da "La vita è bella" di Roberto Benigni (1997)
A seguito della tragicommedia che si è svolta l’altro giorno a Washington (a nessuno è venuto in mente Joker?) Mark Zuckerberg, il proprietario di Facebook, ha sospeso l’account di Donald Trump fino a data da destinarsi. Non che in questi anni non siano già state prese decisioni del genere dai proprietari dei più importanti social network (le censure imperano da tempo e sono state all'ordine del giorno nella campagna per le presidenziali statunitensi), ma il gesto di Zuckerberg è talmente plateale che oggi si dovrebbe parlare solo di questo, e invece ci si accontenta di ridere del tizio mascherato …

Ma perché il coprifuoco?

Scritte contro il coprifuoco sui muri di Milano (foto di Repubblica)
La settimana scorsa quattro Regioni italiane(1)In realtà a quanto pare sono sei, ma l'ordine sparso con cui procedono i territori rende noioso e inutile tenere il conto. hanno emanato delle ordinanze per far fronte alla nuova ondata di Coronavirus che sta colpendo in questi giorni il nostro Paese. Tra gli strumenti scelti spicca quello del coprifuoco. Ovvero, recitano le ordinanze, “dalle ore 23:00 [24:00 nel caso del Lazio] alle ore 05:00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d'urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza”. Lazio e Lombardia, che hanno firmato le loro ordinanze il

Coronavirus: “e se fosse tutta ‘na farsa?” – Dialogo tra un’impegnata e un non so

Coronavirus
Per chi fosse interessato, qui ho caricato anche il testo in una versione un po' più "italianizzata", forse più leggera da leggere.
Ehi... Ehi! Ce l'ho con te! E se la storia del Coronavirus fosse tutta una farsa? Eh? In che senso, scusa? Nel senso: e se fosse veramente un virus creato in laboratorio? O se il Governo stesse anche solo sfruttando l'occasione perfetta? L'occasione perfetta per rubarci diritti e libertà, trasformando l'Italia in una dittatura sotto mentite spoglie? Qualcosa tipo 1984, con la gente controllata dai teleschermi, il bipensiero, lo stopreato, il socing, le Spie... Mah, sì, beh,

Il sogno di un mondo diverso

H. Bosch, Trittico del Giardino delle delizie (ante chiuse), 1480-1490
L’altra notte ho fatto un sogno: ho sognato di vivere in un mondo diverso. Il mio Paese, anziché essere governato da una classe politica di arrivisti, scaldapoltrone, menefreghisti, alienati e sprovveduti, era finalmente guidato da persone mosse dalla passione, da una visione coerente di come volevano la nostra società e dalla voglia di mettersi in gioco davvero. Non è che fossero tutti d’accordo: ciascuno aveva le sue idee, alcune radicalmente diverse, ma avevano ben chiara la necessità di trovare alcuni punti condivisi. Quindi hanno indetto elezioni per formare un’assemblea costituente, un’assemblea che rispecchiasse le tante anime politiche del …